Rosso

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Rosso. Un tripudio di rosso, mescolato al blu della plastica, al grigio rovente dell’asfalto.
Rosso vivo, carne della terra, succosi pomodori ancora caldi di sole e di mani nere che li hanno appena raccolti.
La fatica è finita per oggi. 14 ore di schiena spezzata. E intanto a contare…quante cassette, quanti euro a quintale, detratto il costo del biglietto per il trasporto  5 euro, forse me ne restano 10, forse domenica posso chiamare mia madre in Gambia.  Forse a fine estate, quando comincia il raccolto dell’uva, posso mandare qualcosa ai miei.
Conta, fratello, mentre il tuo corpo geme letti di fortuna, pane di fortuna, acqua di fortuna e le tue giunture ancora giovani già lamentano una spossatezza che non puoi permetterti di ascoltare. Il Caporale è cattivo ma si trasforma in icona di sopravvivenza. Devi rispettarlo e tacere mentre vi stipa in un furgone che potrebbe contenere la metà di quelli che siete. Privo di finestrini. Riprenderai respiro all’arrivo e per tutta la notte dormendo sotto un albero.
E invece non arrivi. Uno schianto.  Non sei morto annegato nel Mediterraneo come troppi tuoi fratelli. Sei riuscito a sbarcare nel paese della “PACCHIA”… E muori. Schiacciato come i quintali di pomodori riversati sull’asfalto. E non potrai vedere  che  il loro succo è del medesimo colore del tuo sangue, fratello mio! Giacché,  e in troppi non lo sanno,  il vostro sangue ha un colore identico al nostro.
Signori razzisti  pensavate forse che il loro sangue fosse “negro”?

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13 pensieri riguardo “Rosso

  1. Ho riflettuto su questa tragedia e sul toccante ed efficace messaggio portato dalle tue parole … “Il Caporale è cattivo ma si trasforma in icona di sopravvivenza” … attorno a quest’affermazione ruota una buona parte del problema! Il lavoro di questi “nuovi schiavi” è essenziale per il funzionamento di un comparto economico dell’agricoltura, che la meccanizzazione non ha ancora del tutto risolto. Questo lavoro manuale (che quasi nessun “italiano” è disposto a sobbarcarsi) è motivo di sopravvivenza per questi “disperati” che sono disposti ad accettare lo sfruttamento economico e le condizioni di vita disumane … per coltivare una speranza di minimo “miglioramento!!?” rispetto alla situazione d’origine. L’imprenditore agricolo ha assoluto bisogno di questo apporto lavorativo per non disperdere il già poco remunerato (particolarmente per i pomodori) prodotto delle coltivazioni. In mezzo a tutto questo si pongono figure (o meglio “figuri”) che offrono il loro “servizio di intermediazione” … sic … su entrambi i fronti. Temo che anche con la massima buona volontà sarà difficile venire a capo della questione!!!
    Non riesco a non pensare a quando (qualche centinaia di anni orsono) analoghe indispensabili “forze lavoro” vennero razziate come bestiame sulle coste dell’Africa. Come quest’attività (per lungo tempo considerata lecita … in quanto necessaria) fu fonte di guadagno per la “filiera” di un tal “commercio”. Quanto tempo occorse perché la “coscienza” umana cominciasse a risvegliarsi ed a contrastare (con grande difficoltà) il fenomeno ormai consolidato da generazioni.
    Se cerco di guardare al futuro, gli scenari non appaiono più tranquillizzanti. Sull’Africa intravedo il sorgere di un nuovo colonialismo: ad esempio quello della Cina (con una popolazione di quasi un miliardo e mezzo di unità), che si sta letteralmente “comprando” a poco prezzo intere regioni africane per assicurarsi lo sfruttamento delle risorse di quei territori e per soddisfare le “loro” esigenze alimentari … e non credo che i cinesi possano avere particolarmente a cuore la sorte di un miliardo di africani.
    Insomma – magari sono troppo pessimista – ma il quadro mi sembra davvero inquietante.

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    1. Il capitale… La tua analisi è attenta e puntuale, come sempre.. Sono i detentoti delle grandi catene alimentari a dettare legge. Le bottiglie di salsa in perenne offerta a 39 centesimi!… troppi intrighi, troppe schifezze dietro a tale ignobile schiavitù. Sono indignata, impotente, addolorata e mi sento inutile! Anche perché, come te, gli scenari fututi li vedo anch’io preoccupanti. E mi chiedo perché. E non ho risposte.
      Grazie Giuliano

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