CULTURA…maneggiare con cura!

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Niente paura, è solo cultura!”. Questo lo slogan dell’Associazione culturale ‘ La Mandragola’, da me creata anni fa.

Non abbiatene terrore. La Cultura  è ricchezza, è il passaporto per dare un senso più consapevole e condiviso al nostro esistere. È ponte, agevolazione, raccomandazione, parentela… È concatenamento tra noi e noi stessi, noi e gli altri. Radici comprese, le  più lontane e i mondi ignoti dell’Universo. Non morde, non toglie, arricchisce. È il più prelibato dei cibi, per le “pance alte”, quelle del cuore e del cervello, avide anch’esse e spesso, troppo spesso, lasciate digiune.

È forte, impegnativa, delicata: la Cultura ha bisogno di cura. I Ministri preposti a sostenerla, spesso non sembra ne abbiano una buona cognizione.

Tagli, tagli e tagli a Cultura e Pubblica Istruzione. Alla storia, ai musei, ai monumenti (esempio, la Reggia di Caserta da mesi senza direzione).

Tagli, tagli e sforbiciate come se la cultura fosse una chioma, tanto poi ricresce! E invece più la si taglia e più si indebolisce.

Se non la si tiene in primo piano, in palmo di mano, finisce con l’inaridirsi, avvizzire, con conseguenze disastrose.

Poiché ignoranza crea ignoranza e malfede. Devitalizza creando infezioni anche irreversibili, di idee approssimative e malsane. L’ignoranza crea aberrazioni.

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Filastrocca

 

20180730_170911.jpgGigino Gigetto, sui banchi di scuola,
se apriva la bocca, sbagliava parola.
Scuotevano il capo i bravi insegnanti:
“con lui non resistono né Papi né  Santi!”

E lui rispondeva sempre più arzillo
“Non so stare fermo, mi sento un pò  grillo!
Non voglio sapere, non voglio studiare
so solo giocare col mio cellulare!”

Così un certo giorno cambiando insegnante,
si imbatte in un grillo…che era parlante…
Ma più che parlare gridava gradasso
Gigino, applaudiva ascoltando quel chiasso…

Rimase incantato dai ‘vaffa’ incalzanti
decise “lo seguo e saremo, poi, in tanti,
è facile in fondo e tutti, vedrete,
faranno lo stesso seguendo la rete!”

Si mise a cliccare così in poco tempo,
divenne capetto di quel movimento
E tutt’ad un tratto parlava, parlava…
ed ad ogni parola  ancora sbagliava.

Sbagliava i concetti, ora questo ora quello
usava la bocca ma niente cervello.
E molti pensarono fosse perfetto:
“In poche parole, esprime il concetto!”

E infine poi il giorno in cui venne eletto
non stava nei panni, Gigino Gigetto…
il grillo parlante lo comandava,
e nel riferire, lui, i verbi sbagliava.

Però a fianco a lui, nel buffo governo,
ci fu un altro capo che pur dall’interno…
dettava le regole con piglio feroce:
se Gigi parlava, lui alzava la voce…

Così il poverino, da web e tv,
afferma una cosa e dopo non più
se oggi è d’accordo domani smentisce
e quello che dice non si capisce.

Forza Gigino forza Gigetto,
rimani sempre lo scolaretto…
Dai banchi austeri del parlamento
scopiazzi leggi fatte da tempo!

E oltre al grillo dalla brutta faccia
c’è  l’altro capo che ti sculaccia
fatto l’inciucio, contratto firmato…
non hai capito che ti hanno fregato.

Pigia col dito sul telefonino,
scrivi due balle sin dal mattino,
tanto quell’altro che è il ‘male’ perfetto…
frega Gigino e pure Gigetto!

Foto Pantani Arte