CULTURA…maneggiare con cura!

20181116_125712.jpg

Niente paura, è solo cultura!”. Questo lo slogan dell’Associazione culturale ‘ La Mandragola’, da me creata anni fa.

Non abbiatene terrore. La Cultura  è ricchezza, è il passaporto per dare un senso più consapevole e condiviso al nostro esistere. È ponte, agevolazione, raccomandazione, parentela… È concatenamento tra noi e noi stessi, noi e gli altri. Radici comprese, le  più lontane e i mondi ignoti dell’Universo. Non morde, non toglie, arricchisce. È il più prelibato dei cibi, per le “pance alte”, quelle del cuore e del cervello, avide anch’esse e spesso, troppo spesso, lasciate digiune.

È forte, impegnativa, delicata: la Cultura ha bisogno di cura. I Ministri preposti a sostenerla, spesso non sembra ne abbiano una buona cognizione.

Tagli, tagli e tagli a Cultura e Pubblica Istruzione. Alla storia, ai musei, ai monumenti (esempio, la Reggia di Caserta da mesi senza direzione).

Tagli, tagli e sforbiciate come se la cultura fosse una chioma, tanto poi ricresce! E invece più la si taglia e più si indebolisce.

Se non la si tiene in primo piano, in palmo di mano, finisce con l’inaridirsi, avvizzire, con conseguenze disastrose.

Poiché ignoranza crea ignoranza e malfede. Devitalizza creando infezioni anche irreversibili, di idee approssimative e malsane. L’ignoranza crea aberrazioni.

20181116_125512.jpg

Meglio sapere

20180926_191914

Alle 7,15 di ogni mattina, con lo stesso puntuale fervore e con lo zelo che avevo al tempo della scuola elementare, ascolto su Radio 3, “Prima pagina“: lettura delle prime pagine dei quotidiani a cura di giornalisti che si avvicendano; a seguire,  i commenti dei radioascoltatori.
Si discute brevemente e civilmente. Si maturano opinioni, si interviene anche via sms o wattsapp.
Ma non sono più i giorni della scuola. Lì sapevi che
avresti scoperto ad ogni ora qualcosa di nuovo, stupefacente; noioso o incomprensibile che fosse, era un insieme di porticine che ti conducevano nel mondo del sapere, nella scoperta delle leggi del pianeta, nella meraviglia della poesia, nel rigore dei numeri e nella storia.
Oggi, alla fine della “lezione” radiofonica, dell’apprendimento delle cattive notizie, del male che dilaga, mi sento stanca e demotivata, delusa e arrabbiata. Mi pare che da scoprire ci sia solo la crescente ingordigia dell’essere umano ( i potenti, soprattutto), la sua incapacità d’imparare, la stupidità onnivora, la costante attitudine  a distruggere, l’emulazione compulsiva, l’incapacità di empatia e generosità.
Certo potrei sintonizzarmi su una qualunque radio di “aria fritta”, in tarda mattinata magari, e ascoltare brutti ghigni (musicali?), di americana importazione insieme a tonnellate di intollerabile pubblicità. Certo, sarebbe più lieve il buongiorno!

E invece, tutto sommato, preferisco sapere, ancora sapere e capire… E sperare che le porticine che mi si aprono quotidianamente, non ci conducano ad un punto di non ritorno!

Non so.

IMG_1394

Se penso a tutte le cose che non so, a quante sono, mi sento male. Il buon Socrate affermava  che di una cosa era certo: di sapere di non sapere. È grande quanto l’universo l’ignoranza abissale nella quale nuoto. E ne ho letti di libri, avida sin da quando ero ragazzina, ho studiato, studio costantemente eppure non so nulla.
Se penso agli autori che non conosco, o se li conosco a quante loro opere non ho approcciato, se penso all’ astronomia, alla biologia marina, alla geografia, all’economia, alla storia di tutti i paesi, alla filosofia, alle religioni, all’archeologia, alla storia del teatro, dell’arte e dei popoli… Insomma se penso a tutto posso dichiarare, onestamente arresa all’evidenza, che non so nulla. E allora mi chiedo perché il tempo di una vita sia insufficiente a farci incamerare tanto piu ‘sapere’, quanto ce ne sarebbe necessario. Vero è  che la maggior parte del nostro tempo lo utilizziamo per appagare appetiti altri, da quelli della sopravvivenza a quelli affettivi, delle emozioni. Tra amorazzi e difficili scelte di vita, sprechiamo più della metà di quello che dovremmo dedicare al sapere, alla cultura: la sola che ci rende liberi e veramente ricchi. Unica arma contro la barbarie, in ogni tempo.

Foto di marilenamonti